È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Europea il bando di gara rivolto alle imprese per la realizzazione del centro di ricerca ET-SUnLab (Einstein Telescope Sardinia Underground Laboratory), che sarà costruito nell’area della miniera di Sos Enattos (a Lula, nel Nuorese), candidata a ospitare l’osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope (ET). Il progetto è finanziato con circa 10 milioni di euro dalla Regione Sardegna e altrettanti divisi tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Lo scorso 15 dicembre era stata firmata a Cagliari la concessione in uso gratuito a INFN, INAF e INGV dell’area di 13.000 metri quadrati destinata alla costruzione di SUnLab, di proprietà di IGEA s.p.a.
«Passiamo dalle parole ai fatti», commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde. «La realizzazione del centro ricerche ET-SUnLab, come il recente annuncio dell’apertura di una sede dell’INGV a Nuoro, è la dimostrazione di come anche il solo fatto di essere candidati ad ospitare l’Einstein Telescope produca effetti diretti sulle nostre comunità. Il centro, che nascerà e opererà a prescindere dall’esito dell’assegnazione, porterà decine di studiosi a stabilirsi sul territorio con ricadute su economia e sviluppo locale».
«Il progetto SUnLab rappresenta il primo passo concreto verso il futuro osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope, che porterà nel sito candidato di Sos Enattos, in Sardegna, un centro multidisciplinare aperto a enti di ricerca e università», sottolinea il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. «Sarà un luogo dalle caratteristiche uniche, in cui sviluppare e testare le tecnologie di frontiera necessarie a ET e capace di attrarre giovani ricercatori e ricercatrici, creando una nuova comunità scientifica di alto livello. SUnLab sarà anche uno spazio di partecipazione e confronto tra la comunità scientifica, il mondo delle imprese e la società civile, con l’obiettivo di favorire il dialogo con il territorio, essenziale nel percorso verso Einstein Telescope».
«Anche l’INAF partecipa alla costruzione del laboratorio per lo sviluppo delle tecnologie finalizzate alla costruzione e allo sfruttamento dell’Einstein Telescope», dichiara il presidente dell’INAF Roberto Ragazzoni. «Alla radicata presenza sul territorio con una nostra sezione importante che gestisce il Sardinia Radio Telescope – il radiotelescopio da 64 metri (San Basilio, Cagliari) – portiamo al SUnLab due tra le migliori tecnologie sviluppate dall’INAF e riconosciute in tutto il mondo: il controllo di specchi “intelligenti” e lo sviluppo di un prototipo del telescopio MezzoCielo a grandissimo campo. Con il primo, dopo avere cancellato la turbolenza dell’atmosfera nei telescopi tradizionali, miglioreremo la sensibilità degli interferometri usati nell’Einstein Telescope; con il secondo intendiamo costruire una generazione di strumenti capaci di osservare in tempo reale le controparti ottiche delle onde gravitazionali, un nuovo capitolo nell’era della astronomia multimessaggera».
«ET-SUnLab sarà un punto di riferimento per le scienze della terra e il monitoraggio geofisico», dichiara il presidente dell’INGV, Fabio Florindo. «L’infrastruttura permetterà di approfondire la conoscenza della struttura profonda del pianeta, dei processi geodinamici e del rumore sismico locale, sfruttando un sito dalle caratteristiche geofisiche uniche. Per l’INGV, SUnLab rappresenta un’opportunità per integrare osservazioni e tecnologie avanzate, contribuendo alla ricerca scientifica nazionale ed europea e supportando la candidatura italiana dell’Einstein Telescope».
Il progetto prevede la realizzazione di un centro di accoglienza e nuovi laboratori di ricerca nell’area occupata dall’edificio ex-RI.MI.SA., sede attuale del laboratorio SAR-GRAV, e la costruzione di un laboratorio sotterraneo multidisciplinare. SUnLab, alle cui attività collaboreranno anche le Università di Cagliari e Sassari, ospiterà attività di ricerca e sviluppo per ET ed esperimenti di fisica a basso rumore, oltre a un osservatorio geofisico per lo studio delle strutture interne della Terra e un telescopio terrestre di grande apertura chiamato “MezzoCielo”. La struttura diventerà anche un centro di riferimento per progetti di divulgazione rivolti alle scuole e di formazione professionale. Il disegno architettonico e paesaggistico è stato elaborato da un gruppo di lavoro dell’AT Lab del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR) dell’Università di Cagliari, coordinato dal docente Massimo Faiferri.
Il bando di gara scade il 16 aprile 2026. L’inizio dei lavori di realizzazione è fissato all’inizio dell’estate 2026, mentre la conclusione è prevista entro la fine del 2027.

