Lunedì 12 gennaio a Roma, nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e il Ministro della Scienza dello Stato libero della Sassonia, Sebastian Gemkow, hanno firmato una dichiarazione di intenti volta a rafforzare la collaborazione scientifica. L’obiettivo principale dell’accordo è sostenere il progetto Einstein Telescope (ET), futuro osservatorio per la ricerca di onde gravitazionali, che entrambe le regioni sono candidate a ospitare. La firma è avvenuta alla presenza del ministro Anna Maria Bernini e dei rappresentanti dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e del Deutsche Zentrum für Astrophysik (DZA). In mattinata, le delegazioni scientifiche si erano riunite presso gli uffici di presidenza dell’INFN per un incontro tecnico preliminare.

Incontro tecnico preliminare tra le delegazioni scientifiche di Sardegna e Sassonia (presidenza INFN)
La Sardegna si candida ad accogliere l’infrastruttura nell’area di Sos Enattos, nel Nuorese, mentre la Sassonia propone un sito nella regione della Lusazia. Un terzo sito candidato si trova nell’Euregio Mosa-Reno, al confine tra Paesi Bassi, Belgio e Germania. Attualmente la comunità scientifica sta valutando due possibili configurazioni per l’esperimento: una soluzione triangolare, con tre bracci di circa 10 chilometri da realizzare in un unico sito, oppure una configurazione composta da due interferometri a forma di elle (L), ciascuno con due bracci perpendicolari di circa 15 chilometri, da costruire in due siti distinti e geograficamente distanti.
Uno degli elementi centrali dell’accordo tra Sardegna e Sassonia è proprio il sostegno alla soluzione a “doppia L”, considerata particolarmente efficace in termini di impatto scientifico, fattibilità tecnica, efficienza dei costi e mitigazione dei rischi. Un’opzione sostenuta anche dal premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, presidente del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana a ospitare ET, in un articolo pubblicato recentemente sul Tagesspiegel.
Più in dettaglio, la dichiarazione prevede l’avvio di una cooperazione scientifica strutturata tra le due regioni, con un coinvolgimento diretto delle università e degli enti di ricerca impegnati nel progetto ET (tra queste, le Università di Cagliari e Sassari, l’INFN, l’INAF, l’INGV, l’Università Tecnica di Dresda e il DZA). Tale collaborazione si concretizzerà attraverso lo sviluppo di progetti di ricerca e tecnologici congiunti, la condivisione dei dati geofisici, sismici e ambientali relativi ai due siti candidati e l’avvio di programmi formativi e post-laurea comuni nell’ambito dell’astrofisica e della fisica delle onde gravitazionali.
«L’accordo tra Sardegna e Sassonia rafforza una visione e un’ambizione comuni: sviluppare una collaborazione solida e di lungo periodo nel campo delle onde gravitazionali, uno dei settori più avanzati della ricerca scientifica globale, anche grazie al sostegno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e grazie allo spirito di collaborazione istituzionale dimostrato dalla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha contribuito in modo determinante al rafforzamento del dialogo e del lavoro comune», sottolinea il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
«Einstein Telescope è una grande infrastruttura di ricerca e rappresenta un investimento strategico nel futuro della scienza fondamentale, nelle tecnologie avanzate e nella capacità dell’Europa di restare competitiva e attrattiva in un contesto globale in rapido cambiamento. La cooperazione tra Sardegna e Sassonia dimostra come territori diversi per storia, geografia e tradizioni possano lavorare insieme per costruire un futuro scientifico comune, fondato su eccellenza, apertura e fiducia reciproca», conclude il ministro.
«Oggi è un giorno cruciale dell’ambizioso percorso che abbiamo intrapreso con la candidatura del sito di Sos Enattos a ospitare l’ET», commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde. «Fin dal primo momento – spiega la presidente – non abbiamo inteso la candidatura della Sassonia come un ulteriore ostacolo sul nostro cammino. Al contrario, abbiamo colto la possibilità di unire le forze per arrivare insieme a un obiettivo che, peraltro, è auspicato anche dalla comunità scientifica. Lo stesso premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi (presidente del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana) ha caldeggiato questa soluzione».
«La collaborazione con un’altra regione periferica europea come la Sassonia – continua Todde – rappresenta per noi un valore aggiunto. Arriviamo a questo traguardo attraverso un lavoro costruito nel tempo, insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca, alla comunità scientifica, al Ministero degli Affari Esteri e all’ambasciatore Ettore Sequi. Un lavoro paziente, fatto di relazioni, dati, confronti continui, per i quali ringrazio tutti, a partire dalla ministra Anna Maria Bernini che ha sempre supportato il progetto nel quadro di una leale e proficua collaborazione istituzionale».
«La collaborazione scientifica tra la comunità italiana e quella sassone, in particolare nel contesto del progetto Einstein Telescope, è solida e avviata già da tempo, come dimostrano la lettera di intenti firmata a fine 2024 tra l’INFN e il DZA e le attività scientifiche comuni in corso nei siti candidati», sottolinea il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. «Il fatto che questa collaborazione si estenda ora anche alle istituzioni politiche rappresenta un ulteriore tassello fondamentale, che rafforza le candidature delle due regioni a ospitare il futuro osservatorio di onde gravitazionali».
La firma dell’accordo suggella un percorso di collaborazione avviato già da tempo, sia sul piano politico sia su quello scientifico. Nel dicembre 2024, l’INFN e il DZA avevano già sottoscritto una lettera di intenti per potenziare la collaborazione su attività di ricerca e sviluppo tecnologico relative a ET. Nel giugno 2025, a Dresda, si era poi tenuto un incontro tra il Ministro della Scienza dello Stato della Sassonia, Sebastian Gemkow, e una delegazione italiana composta da rappresentanti del MUR, del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Sardegna e dell’INFN, che ha avviato la discussione sulle possibili sinergie tra Italia e Sassonia nell’ambito di ET e posto le basi per l’accordo appena firmato. Infine, lo scorso novembre un team congiunto di ricercatori dell’INFN, del DZA e del Karlsruhe Institute of Technology (KIT) ha installato una stazione di misura avanzata per il rumore elettromagnetico nei pressi di Bautzen, in Sassonia, nel sito candidato a ospitare ET, rafforzando la collaborazione tra le due comunità scientifiche.

