Fonte: Regione Sardegna, 26/08/2026.
La Giunta regionale ha approvato i criteri per destinare 4,4 milioni di euro alla rigenerazione urbana di Lula, Bitti, Onanì e Orune, accompagnando così la candidatura di Sos Enattos con un investimento concreto sulla qualità dei luoghi e delle comunità.
Le risorse, previste dalla legge regionale di stabilità 2026, saranno ripartite in parti uguali tra i quattro Comuni, con un massimo di 1,1 milioni di euro ciascuno. I finanziamenti potranno essere utilizzati per recuperare edifici pubblici e spazi urbani, realizzare infrastrutture verdi, rafforzare i luoghi di aggregazione e inclusione e migliorare sicurezza, accessibilità e qualità urbana.
«L’Einstein Telescope è molto più di una grande infrastruttura scientifica: è una straordinaria occasione di sviluppo per la Sardegna», sottolinea l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda. «La candidatura stessa è un’occasione di rigenerazione dei territori: è giusto prepararli oggi poiché potrebbero accogliere una trasformazione dalle importanti ricadute scientifiche, economiche, occupazionali e sociali, rafforzando la qualità urbana e di vita di chi già abita il territorio così come per coloro che verranno”.
«La candidatura di Sos Enattos deve diventare anche un progetto di crescita territoriale e di sinergia istituzionale», prosegue Spanedda. «Con queste risorse la Regione sostiene concretamente i Comuni e li mette nelle condizioni di intervenire sui propri centri urbani, recuperare patrimonio e spazi pubblici e migliorare i servizi. È così che una grande sfida internazionale può tradursi in una ricaduta concreta per le comunità».
L’intervento si inserisce nella strategia regionale a sostegno della candidatura, già accompagnata da una governance dedicata e dall’Accordo sottoscritto con i quattro Comuni direttamente interessati: Lula, Bitti, Onanì e Orune.
I progetti dovranno avere carattere organico e di interesse pubblico, essere coerenti con i caratteri ambientali e storico-culturali dei luoghi e rispondere ai bisogni delle comunità, intervenendo anche su situazioni di degrado, abbandono e perdita di funzioni urbane.
«Una grande infrastruttura può diventare davvero un’opportunità solo se cresce insieme ai territori che la ospitano. Per questo è fondamentale lavorare fianco a fianco con i Comuni, mettendo sullo stesso piano l’opera, le esigenze delle comunità e le prospettive di sviluppo dei territori. La collaborazione tra istituzioni è la condizione per costruire un progetto capace di avviare una crescita duratura in Sardegna», conclude Spanedda.

