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Fonte: INGV, 6/5/2026

Diverse campagne di acquisizione dati, svolte utilizzando tre reti dense di sensori sismici temporanei (array), hanno permesso di caratterizzare il rumore sismico ambientale nel sito sardo di Sos Enattos (NU) candidato a ospitare l’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per le onde gravitazionali.

I risultati di questi studi sono stati recentemente pubblicati sulla rivista internazionale ‘Seismica’ da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dell’Università degli Studi di Sassari e della Scuola Normale Superiore di Pisa.

I dati raccolti dai tre array array hanno permesso ai ricercatori di quantificare e caratterizzare il rumore sismico locale (naturale e antropico), assieme alla struttura del sottosuolo.

Il lavoro ha evidenziato che nell’area il livello di rumore sismico è estremamente basso, con una distribuzione praticamente omogenea delle sorgenti di rumore per frequenze comprese tra 10 e 20 Hz, con velocità compatibili con la presenza di onde di superficie generate localmente; al contrario, al di sotto dei 10 Hz, risulta chiara la prevalenza di onde di volume (P ed S) generate da sorgenti lontane. In ultimo, le inversioni delle curve di dispersione delle onde di superficie suggeriscono inoltre un sottosuolo omogeneo caratterizzato da alte velocità di propagazione.

I risultati forniscono, dunque, nuove conferme sulla qualità geofisica del sito di Sos Enattos, confermando condizioni particolarmente idonee in termini di basso rumore sismico e di struttura del sottosuolo, ideali per le attività previste dal futuro Einstein Telescope.

Installazione dei sensori sismici a larga banda per lo studio del rumore sismico (Crediti: Maira Marzioni).