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Il 25 e 26 giugno, i Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) hanno ospitato il meeting annuale della comunità italiana di Einstein Telescope. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sullo stato della candidatura italiana a ospitare il futuro osservatorio di onde gravitazionali, utile anche a fare il bilancio sui risultati di ETIC (Einstein Telescope Infrastructure Consortium), principale progetto a supporto della candidatura, finanziato con 50 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

ETIC, partito nel 2023 e arrivato ora a conclusione, ha coinvolto 14 università ed enti di ricerca italiani, guidati dall’INFN, con due obiettivi principali: realizzare uno studio di fattibilità e di caratterizzazione del sito candidato di Sos Enattos, nel Nuorese, e creare o potenziare presso le sedi dell’INFN, le università e gli enti di ricerca che partecipano a ET una rete nazionale di laboratori di ricerca e sviluppo per lo studio delle tecnologie abilitanti del futuro interferometro. Tra queste, in particolare i sistemi di filtraggio sismico e di controllo a bassa frequenza per la sospensione delle ottiche, gli apparati criogenici a basso rumore per l’abbattimento del rumore termico, nuove tecnologie nel campo della fotonica, dell’ottica, dell’elettronica e dei rivestimenti degli specchi di ET.

Una parte importante dell’incontro è stata dedicata anche alla discussione delle sinergie e della futura transizione tra l’esperimento Virgo – attualmente operativo a Cascina (PI) – ed ET, soprattutto in termini di ricerca e sviluppo, nel contesto della rete mondiale di osservatori di onde gravitazionali.

«Il progetto ETIC si chiude con risultati assolutamente positivi: il raggiungimento dei 148 obiettivi previsti e il 99,9% del budget speso. In particolare sono stati investiti oltre 30 milioni di euro per la ristrutturazione o la costruzione di 18 laboratori distribuiti sul territorio italiano e circa 15 milioni per lo studio di pre-fattibilità per la caratterizzazione del sito candidato in Sardegna», sottolinea Monique Bossi, infrastructure manager di ETIC. «Sono risultati concreti che costituiscono due elementi fondamentali per la candidatura italiana a ospitare ET in Italia. Tutto questo è stato reso possibile grazie all’impegno congiunto dei 14 partner, la cui collaborazione sinergica ha costituito un elemento chiave per il successo complessivo di ETIC. Un sentito ringraziamento va a tutti gli enti, le università e le persone coinvolte, che con dedizione e professionalità hanno contribuito sia alle attività di ricerca sia a quelle di gestione, rendendo possibile il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati».