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di Marco Ledda

Negli ultimi anni la ricerca del silenzio assoluto ha spinto i più ambiziosi progetti di ricerca globali a stabilirsi in regioni remote, storicamente isolate o colpite da profondi processi di cambiamento economico e demografico.

È il caso del progetto europeo Einstein Telescope (ET), la cui candidatura italiana punta sul sito di Sos Enattos, nel Nuorese, in Sardegna. L’assenza di rumore sismico, combinata con il ridottissimo rumore antropico dovuto alla bassa densità di popolazione, rende il sottosuolo del territorio intorno alla miniera dismessa di Sos Enattos l’ambiente ideale per isolare il delicatissimo interferometro laser di ET. Questo avamposto della conoscenza condivide straordinarie affinità strutturali, sociali e geopolitiche con un’altra pietra miliare della ricerca globale: l’esperimento Kamiokande in Giappone, costruito per la “cattura” dei neutrini, particelle subatomiche caratterizzate da una massa piccolissima, estremamente difficili da rilevare.

La cittadina di Kamioka era una comunità remota nelle montagne del Giappone, con un’economia e una struttura sociale interamente dipendenti dalle attività estrattive, soprattutto zinco e piombo. Negli anni ’80, purtroppo, l’attività estrattiva cominciò a declinare per il progressivo esaurimento dei giacimenti, portando la comunità a uno stato di declino demografico ed economico. Una speranza venne da un gruppo di fisici, guidato dal premio Nobel Masatoshi Koshiba, i quali compresero le potenzialità di un tipo diverso di sfruttamento dei tunnel sotterranei. Questi spazi, situati sotto diverse centinaia di metri di roccia, erano infatti ideali per schermare raggi cosmici di vario tipo che potevano disturbare il passaggio dei neutrini. Nacque così l’esperimento Kamiokande, divenuto in seguito Super-Kamiokande, un progetto che ha portato non solo a due premi Nobel, nel 2002 e nel 2015 (quest’ultimo per la scoperta del fenomeno dell’oscillazione dei neutrini, che dimostra che i neutrini possiedono una massa), ma anche a una generale rivitalizzazione del territorio, attirando ricercatori da tutto il mondo, stimolando l’economia locale, favorendo la nascita di indotti tecnologici e convertendo l’area in un polo di turismo scientifico di rilievo globale. È il caso, ad esempio, del “Hida Space Science Museum KamiokaLab”, un museo cittadino a ingresso libero che offre visite guidate a turisti, appassionati e curiosi da tutto il mondo, riguardanti le scoperte sui neutrini e le caratteristiche dell’universo.

Possiamo così affermare che l’Einstein Telescope a Sos Enattos non rappresenta un’eccezione isolata, ma si colloca in una precisa tendenza in cui i territori marginali diventano attori cruciali dell’avanzamento scientifico. Il successo storico di Kamioka dimostra che la transizione da un’economia mineraria tradizionale a un’economia della conoscenza avanzata non solo è possibile, ma è capace di generare un valore inestimabile.

 

Crediti immagine in apertura: Vinh Nguyen/Unsplash.

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