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I sorvoli scientifici effettuati nel territorio di Lula e dei comuni limitrofi, nell’ambito degli studi per la candidatura di Sos Enattos a ospitare l’Einstein Telescope (ET), sono diventati anche un’occasione di informazione, divulgazione e coinvolgimento del territorio.

Accanto alle attività tecniche di indagine geofisica, promosse dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in collaborazione con l’Università di Cagliari, prosegue infatti il percorso di comunicazione rivolto alle comunità locali, alle scuole e ai cittadini, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro il significato dei rilievi e il valore scientifico della candidatura sarda.

Nei giorni scorsi tutte le classi della scuola primaria di Lula hanno avuto l’opportunità di visitare la base operativa dell’elicottero impegnato nei sorvoli, osservando da vicino il velivolo e la grande antenna sospesa utilizzata per le rilevazioni. Accompagnati dagli animatori territoriali, dagli insegnanti e dai ricercatori, gli studenti hanno potuto ascoltare dagli esperti il funzionamento delle apparecchiature, le finalità delle indagini e l’importanza di conoscere meglio il sottosuolo della Sardegna.

L’iniziativa è stata documentata attraverso un breve video divulgativo realizzato nell’ambito delle attività di comunicazione territoriale. Il video, realizzato dai comunicatori territoriali e dall’Università di Sassari, raccoglie le testimonianze dei ricercatori e dei tecnici impegnati nelle operazioni e racconta alcuni momenti della preparazione dei rilievi e delle attività di sorvolo. Il racconto visivo restituisce così uno sguardo concreto su una delle fasi più visibili degli studi legati a ET, valorizzando il dialogo tra ricerca, scuola e territorio. Dal video emerge inoltre il lavoro del personale impegnato nella missione, tra cui la pilota dell’elicottero, contribuendo a restituire la dimensione tecnica, professionale e umana delle operazioni.

L’elicottero impiegato nelle operazioni trasporta una sofisticata antenna in grado di inviare onde elettromagnetiche a bassa intensità verso il terreno. Attraverso la risposta del sottosuolo, i ricercatori possono raccogliere informazioni utili alla costruzione di un modello geologico tridimensionale dell’area interessata. Si tratta di una metodologia consolidata, non invasiva, utilizzata in diversi Paesi per studi geologici, ricerche scientifiche e attività di monitoraggio del territorio.

I responsabili scientifici hanno ribadito che le attività sono sicure, autorizzate e svolte nel rispetto delle normative previste. I rilievi riguardano esclusivamente le caratteristiche fisiche e geologiche del sottosuolo e non comportano rischi per persone, animali o ambiente.

Il coinvolgimento delle scuole e delle comunità locali rappresenta una parte importante del percorso di candidatura. Rendere comprensibili le attività scientifiche, favorire il dialogo tra ricercatori, cittadini, studenti e comunità locali significa accompagnare la Sardegna in un processo che riguarda non solo la ricerca, ma anche la crescita culturale, educativa e sociale delle comunità coinvolte.